Piandispino

Lungo viaggio a Piandispino 

Ci sono lunghi viaggi che si possono fare vicino a casa. Il “lungo viaggio vicino casa” era, e rimane, uno dei biglietti da visita del poeta e sceneggiatore romagnolo Tonino Guerra, titolo anche  di una delle tante interviste da lui rilasciate negli anni. La riflessione che la bellezza, la poesia, le emozioni, lo stupore, si possono incontrare e provare anche in luoghi, come si suol dire, dietro l’angolo. Luoghi che magari non hai cercato e ti ci trovi quasi per caso, pervasi di un fascino sottile, calamitante. 

Vi piacerebbe fare uno di questi viaggi? Raggiungete l’antica Meldola, a sud di Forlì, e valicate il cinquecentesco Ponte dei Veneziani. Vi accoglieranno le prime ondulazioni di un paesaggio collinare ai lati della strada che vi porterà a Piandispino, Pianduspén, nella toponomastica orale delle genti del luogo.  

Vi accompagnerà un paesaggio che mano a mano sale e si inselvatichisce senza perdere dolcezza. Piandispino possiede il fascino sottile dell’effimero, nella precarietà della creta che modifica il paesaggio anno dopo anno, in una continuità millenaria, accompagnandosi alla storia dell’uomo. Piandispino selvaggio, ma non abbandonato. Son quasi tutte abitate le case che si incontrano drigendosi verso l’Appennino. Sopportano i segni delle frane che intaccano le colline e aprono crepe sulle strade, senza esserne schiave. E i campi son quasi tutti lavorati da trattori equilibristi, che si lasciano dietro zolle brune, stoppie accecanti, strisce ordinate di erbe e di paglia. In vetta ai cocuzzoli, segnalibri della storia locale, i ruderi di qualche antico fortilizio. 

Il viaggio a Piandispino è una navigazione dolce agli occhi, in un mare mosso di colline e fra ondate rabbiose di calanchi increspati che paion di carta. Lungo la navigazione si toccano i porti di Piavola, S. Matteo, Giaggiolo, Pieve di Rivoschio, Voltre. Si può scendere a Cusercoli ai piedi della sua antica rocca, oppure proseguire l’avventura verso minuscole borgate che mai avreste pensato di vedere, forse nemmeno che esistessero, dove il cibo per il turista girovago a lungo raggio “vicino casa” è ancora veramente casareccio. Non ve ne siete accorti, ma sarete già stati contaminati da un virus inestirpabile, non riuscirete più a non ritornare. 

Piandispino è dolce agli occhi, insospettabile maliardo. Accoglie invitante nel suo mare ondeggiante di colline, tentando una faccia da scavezzacollo nell’increspatura rabbiosa dei calanchi. Piandispino non è il Grand Canyon, e nemmeno la Foresta del Grand Jura, è solo qualche chilometro quadrato di colline, eppure quando sulle stradine screpolate dei crinali più alti il sole e il vento accarezzano il viso e il suono del silenzio incombe leggero e acquietante, la sensazione di avere compiuto un lungo viaggio giunge al culmine. Una volta approdati a Piandispino è difficile ripartire senza rimpianti. Buon lungo viaggio a tutti! (R. A.) 

 

Piandispino, la storia, la cinofilia, le starne 

 

La zona cinofila di Piandispino ha una lunga storia. Zona federale Federcaccia, si estende per circa 1300 ettari sul territorio di tre comuni della provincia di Forlì/Cesena (Meldola, Civitella di Romagna, Sarsina), in quote che vanno dai 400 agli 800 metri s.l.m. Scarsamente antropizzata, è caratterizzata da seminativi cerealicoli ed erbacei, pascolo e macchie di bosco ceduo, mostrando una ricca biodiversità. Pittoresche alcune ampie e tipiche zone calanchive. Data la varietà e la natura dei terreni, la zona rappresenta un ambiente estremamente valido per le prove cinofile di lavoro. Sui terreni di Piandispino si sono svolte molte finali di campionati della Federcaccia e numerose prove internazionali di caccia pratica. Da non dimenticare che la zona ospitò nel 1972 il 1° Campionato Internazionale di Caccia, e nel 1983 i Campionati del Mondo di Caccia. Appuntamenti che riportano alla memoria nomi “storici” della Federazione Italiana della Caccia, a partire da quello del Senatore Enzo Mingozzi, al tempo proprio Presidente della Federazione Italiana della Caccia provinciale di Forlì.

Al ricordo di Mingozzi si possono aggiungere quelli del Presidente nazionale Italo Giulio Caiati, di Polo Leporatti, del vice-Presidente nazionale Luigi Ronconi, anch’egli forlivese, dei Segretari nazionali Marino Moricci e Angelo Massimino e molti altri ancora, a formare un elenco che sarebbe troppo lungo citare. 

La costituzione di Piandispino in zona cinofila risale ai primi anni ’70 del secolo scorso.  Promotore fu Elio Alfonsi, personaggio della cinofilia forlivese e nazionale di quegli anni, che insieme ad un piccolo gruppo di pari appassionati si adoperò con grande impegno e in accordo con gli agricoltori per annettere i terreni alla cinofilia italiana. All’interno non si pratica attività venatoria, ma solo addestramento cani e prove cinofile nazionali e internazionali sotto l’egida dell’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana e della Federazione Cinologica Internazionale. 

Da allora il Gruppo Cinofilo Forlivese e Piandispino hanno proceduto in parallelo. Infatti i fondatori della zona erano sì membri della Federcaccia Forlivese ma, in larga parte, anche soci del Gruppo e componenti dei suoi organi dirigenziali (dalla sua fondazione, nel lontano 1947 e ancora negli anni ‘70, gran parte degli associati erano cacciatori o, almeno, proprietari di cani da caccia).  

A Piandispino il Gruppo Cinofilo Forlivese ha organizzato praticamente tutte le prove per cani da ferma su selvaggina naturale della sua lunga storia agonistica, raccogliendo sempre unanimi consensi sulla validità dei terreni di gara da parte di giudici e di concorrenti. Una collaborazione tra Federcaccia e Gruppo che è proseguita negli anni, pur nell’avvicendarsi delle persone, fino ai nostri giorni. Il rapporto si è poi approfondito quando, nel 2014, all’epoca del rinnovo della concessione da parte della Provincia di Forlì-Cesena, sotto la spinta lungimirante di alcuni consiglieri del Gruppo, si è pensato di coinvolgere l’ENCI in prima persona nella gestione della Zona Addestramento Cani di Piandispino, presentando un progetto mirato alla sua salvaguardia, al suo ammodernamento e, contemporaneamente, alla reintroduzione della starna. 

La reintroduzione della starna è oggi, per usare un termine “manageriale”, il “core-business” dell’attività di gestione faunistica della zona, che già di suo alberga un buon contingente di fagiani  assolutamente indigeni e un certo numero di pernici rosse. Firmata quindi un’intesa con il Presidente provinciale della Federcaccia, Associazione che detiene tuttora la titolarità della Zona, si è formulato il progetto di intervento presentandolo al Consiglio Direttivo dell’ENCI, che lo ha approvato riconoscendone la validità. Ne è conseguita la stipula di una convenzione annuale e rinnovabile tra ENCI e Gruppo Cinofilo Forlivese, e l’erogazione dei primi finanziamenti con i quali, nell’autunno del 2014, sono partiti i lavori preventivati, coinvolgendo da subito anche gli agricoltori proprietari dei terreni, importanti presenze nel contesto gestionale, ai quali va incondizionata gratitudine. 

Il rinnovo della convenzione negli anni successivi ha permesso di ottenere presto lusinghieri risultati, come attestato da quanti hanno preso parte alle manifestazioni che si sono svolte dopo tale data e che hanno coinvolto anche importanti società specializzate di razza (Kurzhaar, Pointer, Weimaraner, Spinoni). La speranza è che questo sia solo il prologo di una serie di grandi eventi che possano rinverdire le glorie sportive degli anni ’70 e ’80. Già il 2017 ha segnato l’esordio a Piandispino della Coppa Italia razze Continentali, manifestazione che si prevede diverrà stabile sul posto. 

Ma la cinofilia oggi ha assunto anche vesti  di supporto alla scienza. Infatti, a seguito dell’accordo fra Enci e Istituto Superiore per le Riceche Ambientali (ISPRA), il flusso di informazioni che si genera verso ISPRA riguardante la presenza di fauna sul sito, assume valore scientifico. Diviene quindi imprescindibile l’interazione con il territorio, l’intesa con gli agricoltori e l’impegno delle persone che lavorano affinché la fauna sia presente sul sito. Va detto, doverosamente, che senza queste persone, efficienti e modeste, nulla funzionerebbe, e a loro va un grazie mai grande abbastanza. Infine, un ringraziamento particolare va al Presidente Dino Muto e al Consiglio Direttivo dell’Enci per il sostegno economico al “Progetto Starna a Piandispino”. 

Non ultimo, vale la pena sottolineare che la cinofilia sportiva, grazie al flusso di concorrenti e accompagnatori che partecipano, può assumere una valenza tutt’altro che disprezzabile dal punto di vista delle economie di nicchia dei piccoli centri di collina. Per la cinofilia, in Romagna convergono persone da tutta Italia e da tutto il mondo, e Pianduspén è ben felice di accoglierle. 

 

 

Calendario Z.A.C. Piandispino

18-19 luglio 2018
Prove su selvaggina naturale “Trofeo del Passatore”
18- inglesi + speciale Pointer 23° Trofeo Piersante
19- continentali

25-26 luglio 2018
Prove su selvaggina naturale “Trofeo del Passatore”
Org.: Gruppo cinofilo bolognese
25- continentali
26- inglesi

4-5 agosto 2018
Prove su selvaggina naturale
04- continentali
05- inglesi

8-9 settembre 2018
Prove su selvaggina naturale

22-23 settembre 2018
Prove su selvaggina naturale
Campionato Sociale Pointer Club Italia
Org. Gruppo Cinofilo Forlivese

27-27 ottobre 2018
Coppa Italia Continentali
Org. E.N.C.I. in collaborazione con G.C.F.

Come arrivare a Piandispino